Linea di Cresta
Un crinale appenninico con un muro a secco e le colline in lontananza

Dove andare

Dove andare a camminare in Italia

Dove si cammina in Italia regione per regione, in che stagione andarci e dove serve davvero un permesso, un biglietto o una prenotazione per il sentiero.

L'Italia non ha il problema di dove camminare. Ha il problema di scegliere.

L'Italia ha il problema opposto a quello di molti paesi: non è difficile trovare dove camminare, è difficile scegliere. Sentieri segnati ce ne sono praticamente ovunque, e quello che manca quasi sempre nelle guide non è il paesaggio, è la parte pratica: dove serve un biglietto, dove il parcheggio si riempie alle nove, in che mese ha senso andarci.

Questa pagina raccoglie quella parte. È la sezione più giovane del sito, e più sotto dichiaro fin dove arriva: le pagine sui singoli percorsi escono nelle settimane successive.

Dove si va a camminare, in Italia?

Conviene ragionare per grandi aree, perché ognuna si comporta in modo suo: cambiano la stagione, il tipo di fondo e quanto è fitta la rete di sentieri.

Le Alpi hanno la rete più fitta, la segnaletica più curata e la maggiore densità di rifugi. La stagione piena è breve, da giugno a settembre, e alle quote alte può aprirsi tardi se l'inverno è stato nevoso.

L'Appennino ha una stagione ancora più concentrata: le ricerche su percorsi come il Gran Sasso si addensano fra giugno e settembre più di quanto succeda sulle Alpi. È anche la zona dove si cammina più spesso su terreno aperto, senza ombra.

La collina toscana e centrale si cammina quasi tutto l'anno, e lì il mese peggiore è l'estate, non l'inverno.

Le coste sono un caso a parte, e conviene capirlo prima di prenotare: i sentieri costieri esposti danno il meglio in primavera e in autunno, e ad agosto diventano pareti al sole.

Dove serve un permesso, un biglietto o una prenotazione

Questa è la tabella che sto costruendo, ed è la ragione per cui la sezione esiste. Le regole di accesso ai sentieri italiani sono sparse fra una ventina di autorità regionali e i singoli enti parco, e nessuno le ha mai raccolte in un posto solo.

Oggi copre poche aree, e lo dichiara riga per riga. Dove non sono riuscito a verificare una regola su una fonte apribile, la riga lo scrive, invece di riportare quello che si legge in giro.

AreaServe un titolo di accesso?Cosa risulta dalla fonteStato della verifica
Cinque Terre, sentiero Verde Azzurro (SVA)Esiste una Cinque Terre Trekking CardIl parco elenca fra i servizi inclusi l'«Accesso al sentiero Verde Azzurro (SVA) Monterosso Vernazza Corniglia e alla Via dell'Amore». Prezzi indicati dal parco: 10,00 euro per l'intera giornata, 15,00 euro in alta affluenza; ridotti per bambini 4-12 anni e over 70Parzialmente verificato. La pagina ufficiale del parco elenca cosa la card include e quanto costa, ma non dice se sia obbligatoria né in quale periodo. Diverse fonti non ufficiali sostengono che lo sia in un periodo preciso: non l'ho trovato scritto dal parco, quindi non lo riporto come regola. Da chiedere al parco prima di partire
EtnaRisultano limitazioni di quota e obbligo di guida oltre una certa altitudineNon riportato quiNon verificato. Le regole dipendono dall'attività vulcanica e cambiano per ordinanza. Non ho una fonte ufficiale aggiornata, e non me la invento
Val di MelloRiserva naturale, con accesso e parcheggio regolamentati in stagioneNon riportato quiNon verificato. Da confermare presso l'ente che gestisce la riserva
Sentieri di montagna in generale, fuori dalle aree protetteDi norma noPercorrere i sentieri segnati è liberoVerificato in negativo, cioè per assenza di una norma nota, non su un documento unico

Il criterio con cui la tabella cresce è uno solo: una riga entra quando posso collegare la pagina dell'autorità che stabilisce la regola. Se non riesco a sostenerla, o resta fuori, o resta dentro dichiarata come non verificata, come le due qui sopra. Sembra poco, ed è invece il motivo per cui questa tabella vale qualcosa: quello che circola in rete sull'accesso ai sentieri italiani è in gran parte copiato da altri siti, senza fonte.

Che stagione per quale zona

La stagione giusta dipende dalla zona più che dal calendario, e sbagliarla è il modo più rapido per rovinare una gita preparata bene sotto ogni altro aspetto.

Sulle Alpi i mesi migliori sono spesso giugno e settembre: c'è meno gente che ad agosto, le giornate sono ancora lunghe e alle quote medie la neve è sciolta. Sull'Appennino la finestra è più stretta, e il caldo estivo conta davvero, perché di ombra ce n'è poca.

Sui percorsi costieri il ragionamento si ribalta. Un sentiero esposto a picco sul mare dà il meglio ad aprile e maggio, e ad agosto diventa duro, con la roccia che restituisce calore per tutto il pomeriggio. Non è questione di allenamento: è questione di ora del giorno e di quanta acqua porti.

In autunno inoltrato e d'inverno a decidere non è il freddo, è la luce. Alle quattro del pomeriggio su un versante nord cammini già in ombra, e la lampada frontale smette di essere un accessorio.

Sentieri adatti a chi comincia, regione per regione

Il criterio che funziona ovunque, in qualsiasi regione, è cercare un percorso classificato T, oppure una E corta e ben segnata, sotto i 500 metri di dislivello e con la possibilità di tornare indietro dallo stesso sentiero. Cosa vogliono dire quelle sigle lo trovi in segnavia e difficoltà CAI.

Il secondo criterio è meno ovvio ed è la distanza da casa: il sentiero che farai davvero è quello a quaranta minuti, non quello a tre ore. Io vivo a Sondrio e cammino quasi sempre entro un'ora di macchina, ed è il motivo per cui in queste pagine la Valtellina compare spesso.

Il terzo è la compagnia. Le sezioni del Club Alpino Italiano organizzano uscite di gruppo per ogni livello, ed è il modo più semplice per scoprire i percorsi facili di una zona senza doverli cercare. Ne parlo in il CAI e i rifugi.

Cosa portare, per qualunque zona

Passando dalle Alpi alla costa, il contenuto dello zaino cambia meno di quanto immagini: acqua, uno strato caldo, un guscio, la traccia del percorso e la frontale restano la base ovunque. La lista completa sta in iniziare a fare trekking.

Quello che cambia sul serio sono le scarpe, perché cambia il fondo: la ghiaia di un versante alpino e il selciato di un sentiero costiero chiedono cose diverse. Come si sceglie lo spiego in come scegliere le scarpe da trekking, e come vestirsi per quota e per mese in vestirsi a strati.

Fonti

  1. Parco Nazionale delle Cinque Terre, Cinque Terre Trekking Card, per i servizi inclusi e i prezzi citati nella tabella. Consultata il 5 agosto 2026.
  2. Club Alpino Italiano, Livelli di difficoltà CAI, per le sigle T ed E usate come criterio nella sezione per chi comincia.

Domande rapide

Serve un permesso per camminare sui sentieri in Italia?

Nella grande maggioranza dei casi no: i sentieri sono liberi. Fanno eccezione le aree protette con accessi a numero chiuso, i sentieri a pagamento gestiti da un parco e le strade di accesso con limitazioni al traffico. Vanno verificate una per una, prima di partire.

Qual è la stagione migliore per camminare in Italia?

Dipende dalla zona più che dal mese. Sulle Alpi la finestra piena va da giugno a settembre, sull'Appennino si concentra ancora di più nell'estate, e sui percorsi costieri esposti i mesi migliori sono aprile e maggio.

Dove si cammina vicino a una città?

Quasi ovunque in Italia, perché la collina comincia a ridosso di molte città e le sezioni del CAI organizzano uscite proprio su quei percorsi. La Toscana è il caso più evidente, con una rete di sentieri collinari percorribile quasi tutto l'anno.

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